06-09-2026

Dare le spalle all’Oceano

di Nicoletta Stellino

L’arte e la scienza del sentire, del riconoscere e del surfare le nostre Emozioni

We can’t stop the Waves, but we can learn how to Surf

John Kabat-Zinn

Amo il surf perdutamente, almeno tanto quanto amo il coaching e l’intelligenza emotiva.

Ciò che lo rende speciale per me è il fatto che mi permetta di vivere in un teatro naturale la dinamica emotiva: lo vedo come  una rappresentazione naturale dell’esperienza emotiva che viviamo costantemente.

Chi sono i personaggi?

L’Oceano: una comunità composta da miliardi di gocce d’acqua, come il nostro Corpo, una rete intelligente di cellule, la casa della nostra dimensione emotiva.

Le Onde: movimenti creati dall’interferenza tra l’acqua e l’aria, alte come a Nazaré o basse e morbide, frequenti o meno, sono energia che si sposta attraverso le gocce d’acqua.Non ho mai visto l’Oceano senza onde, allo stesso modo noi siamo attraversati dalle emozioni costantemente, talvolta le percepiamo quiete e leggere, talvolta forti e burrascose, scorrono incessantemente attraverso di noi.

Il  Vento: le interferenze, le condizioni esterne che arrivano, talvolta con orari e ciclicità precise, come gli Alisei in periodo estivo o i cicli lunari, talvolta all’improvviso, come uno strappo.Il Vento rappresenta ciò che accade attorno a noi, gli eventi, i trigger che attivano la reazione emozionale ed il movimento delle onde emozionali.

Poi ci sei Tu, che vuoi imparare a surfare, le onde ti attirano e speri di farcela senza troppa fatica, sogni la gioia di cavalcare le onde, libera e senza sforzo.Come con l’intelligenza emotiva, un set di competenze che vanno conosciute, imparate ed allenate per tutta la vita e che, se costantemente integrate, vissute, allenate sono una delle chiavi di volta per il Ben-Essere.

Secondo i dati di SixSeconds l’intelligenza emotiva impatta fino al 55% sulla performance individuale, intesa come capacità di generare risultati positivi, costruire e mantenere forti relazioni interpersonali, mantenere energie psico-fisiche ottimali ed un alto livello di soddisfazione e realizzazione personale (Fonte: https://italia.6seconds.org/intelligenza-emotiva/)

Cosa accade quando decidi di imparare in età adulta?

Accade tipicamente che, impacciata nella muta e con una tavola più grande di te, entri in acqua le prime volte, fai una fatica enorme e rischi di farti male anche solo cercando di tener ferma la tavola, che viene spostata da onde e vento

Non solo, entri in acqua e scopri che l’Oceano non è come il mar Adriatico ad agosto. E’ forte, in subbuglio, apparentemente caotico ed imprevedibile, mosso anche dalle correnti, invisibili all’esterno ma capaci di rendere ogni passo un’impresa titanica.

Entri in acqua e non sei sola, ci sono gli istruttori, pazienti come dei monaci zen, allegri e calmi, ti ripetono all’infinito le stesse indicazioni e festeggiano con te ogni piccolissimo successo. Ti chiedono di fidarti delle loro indicazioni e di non mollare, di persistere, provando e riprovando infinite volte. Non possono imparare a surfare al posto tuo, possono osservarti, darti indicazioni e spiegarti la tecnica, adattandola al tuo corpo per rendere più facile il processo.

Ti chiedono di non confrontarti con gli altri: alcuni appena entrati in acqua sono sulla tavola, magari perché molto allenati, molto portati o molto audaci.

Ogni esperienza di apprendimento è individuale ed unica, è una Relazione in costruzione dove ci sei tu, il tuo corpo e l’oceano e, molto spesso, serve tempo per trovare la connessione, superare le paure, scoprire i tuoi limiti e misurare le rigidità mentali e corporee che ti impediscono di progredire.

Quasi mai è un tema di forza, quasi sempre un tema di testa edi quanto e come percepisci ,  te stessa,  la tavola e  l’oceano.

Noi, il nostro corpo e la tavola sono come gli strumenti, le capacità e le tecniche di Intelligenza Emotiva, che non basta “sapere”, vanno praticati, provati, riprovati e resi automatici.  Così come puoi sapere, con la mente, come si fa un take-off, saper descrivere la tecnica, aver visto video su video ed anche saperlo fare alla perfezione sulla sabbia, ma quando sei in acqua è tutta un’altra storia

L’intelligenza emotiva si apprende con la pratica, in un percorso tutt’altro che lineare. Migliori, impari, raccogli i frutti e poi ti sembra di regredire Ma se persisti torni a migliorein un’infinita spirale verso l’alto.

C’è un apprendimento semplice ma potente che mi ha regalato la seconda volta che sono andata a surfare: se stai fermo in acqua e guardi le onde arrivare la probabilità di beccarti una sberla dall’Oceano sono altissime.

Eh si perché il surf si fa dando le spalle alle onde. Non si pratica guardandole in faccia, ma osservando prima l’oceano per poi affidarsi  completamenteal sentire: guardi l’onda ancora lontana, la scegli, ti giri con lo sguardo verso la spiaggia ed attendi di percepire l’energia che colpisce la tavola, solo allora remi forte, fortissimo per prendere l’onda e poi (finalmente) metterti in piedi e goderti il viaggio.

E quindi da dove si inizia?

Si arriva in spiaggia e si studiano le onde prima di entrare in acqua, si osserva il mare con attenzione e curiosità, si iniziano a notare la frequenza, la direzione del vento, il movimento della marea, la forza che hanno onde e vento in questo momento. Ed intanto senti te stessa: : sei stanca o energica? Hai dei dolori o ti senti bene?

Come disse Chris, il mio ultimo istruttore “mai entrare in acqua senza un piano, e per avere un piano devi osservare e connetterti con l’oceano a lungo, dalla spiaggia”.

Come per le emozioni, si osservano dentro di noi quando siamo quieti, quando l’intensità è bassa, quando abbiamo tempo e siamo a riposo.

Come?  per esempio praticando i check-in, dove fermarci per 1 minuto e chiederci “Cosa c’è in questo momento?”. La semplice pratica di Check-in permette di notare se si muovono emozioni piacevoli o spiacevoli, ad alta o bassa intensità, qual è il mix di emozioni del momento, se le hai già provate o sono nuove.

Per provare vi consiglio di scaricare gratuitamente l’App How We Feel, progettata da Mark Brackett, Founding Director, Yale Center for Emotional Intelligence  (per approfondire https://howwefeel.org/ e https://marcbrackett.com/about/)

Ed una volta che senti cosa si muove dentro, hai le informazioni che ti servono per scegliere come agire, o magari scegliere di non entrare in acqua, perché in questo momento è troppo agitata per te o hai troppa poca energia.

Qual è la cosa peggiore che possa accadere quando sei in Acqua?

Ovvero, qual è (una) delle reazioni automatiche alle emozioni?

Che ingaggi una sfida tra te e l’Oceano, tra te e le emozioni, credendo di poter “governare” le onde, combatterle con la forza, capirle con la mente e controllarle.

Se lo fai ti metti in una situazione difficile e molto faticosa, le onde continueranno ad arrivare ed a colpirti in viso, berrai acqua e tornando in superficie arriverà una nuova onda a colpirti.

Non si tratta di controllare, si tratta di sentire, prendere atto, governare il processo dell’andare attraverso.

Quando noi umani entriamo nell’Oceano e vogliamo surfare le sue magnifiche onde siamo chiamati a dare le spalle all’onda, ad inchinarci al continuo mutare ed a fidarci delle nostre sensazioni e della connessione con l’energia. Dare le spalle ed affidarsi, lasciar andare il bisogno di capire, farci governare dal sentire, rende tutto molto meno faticoso, toglie lo sforzo e permette di lasciarsi portare dal movimento. Talvolta l’onda ti supera e tu resti lì, sulla tavola, sorridi ed attendi la prossima.

E poi? E poi si accetta che si surfa per l’1% del tempo totale, il resto è allenamento, preparazione, prova e riprova, bevi acqua, cadi dalla tavola, torna a riva ed entra di nuovo in mare.

Ma allora perché farlo? Perché quell’istante magico nel quale senti l’Onda che solleva la tua tavola e dici “sono pronta, eccomi” ed inizi a remare per poi metterti in piedi e goderti il viaggio vale tutta la fatica.

E’ per me come rispondere alla chiamata della Vita, facendomi trovare pronta e  comportarmi come la persona che voglio  essere, non importa quali emozioni spiacevoli od intense io  stia provando, quanta acqua stia bevendo o quanto mi bruciano gli occhi.

L’Attimo nel quale esisti così profondamente da non sentire più nulla: sei Onda, sei Vita, sei nel Flow.


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